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Gentile Editore,
La ringrazio per avermi inviato il bel volume di Andrea Fiorini, “Il Fuoco Alimentato dal Vento”, di cui ho potuto apprezzare la pronuncia limpida e incisiva, l’immediatezza discorsiva del verso nonché il taglio sicuro e sapiente delle immagini. Mi sembra interessante anche il recupero di una materia che attinge a topoi e a narrazioni mitiche poco frequentate (fatto salvo per Conte) dalla poesia contemporanea, e attorno ai quali l’Autore incardina il suo discorso e le sue rappresentazioni.
Mi auguro che il libro sia apprezzato come merita.
RingraziandoLa per avermelo inviato
La saluto cordialmente

Raffaella Bertazzoli*
(*docente di Letterature comparate presso l’Università di Verona, è autrice di decine di testi di critica letteraria)

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Il Fuoco Alimentato dal Vento
Recensione di Luciano Nanni – Literary.it

Poesia. In poesia anche un dettaglio è significativo. Per esempio, la mancanza del punto alla fine di un testo. Difatti, nella prima della quattro parti di cui si compone il volume (Razza Umana) tale assenza potrebbe indicare che il testo è “forse incompiuto” (a volte l’ispirazione non lascia spazio alle certezze). L’aspetto generale ci mostra una poetica fluente, discorsiva, quasi prosastica, non prosaica — conviene tener divisi i due termini. Per cui il verso può esser breve o dilatarsi fino a una vera e propria prosa poetica: ciò nasce dalla scansione, che segue il senso e il tempo (ritmo) con valore psicologico o costruttivo. Si ponga attenzione all’aggettivazione: “che avrebbe dischiuso brividi e tante infinite piccole gioie” (Occhi azzurri di pietra, parte II). Nei contenuti è ripresa una mitica a-temporalità che cerca di ricostruire l’interna realtà apparentemente estinta nel suo presente, ma riflessa oltre l’atto iniziale. L’iconografia ci parla, ed è ora spirito che risorge in altra dimensione trasmettendo la poiesi in virtù di un concetto evocativo.

http://www.literary.it/dati/literary/nanni2/il_fuoco_alimentato_dal_vento.html

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