IL FUOCO ALIMENTATO DAL VENTO PREMIATO A NAPOLI

by Hanrahan il Rosso
21 novembre 2017 - 0:17

Si è svolta il 18 novembre 2017, presso la Sala San Tommaso della Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli, la cerimonia di premiazione del XV Premio Nazionale Le Nuvole-Peter Russell 2017. Primo classificato nella sezione libri editi, “Il Fuoco Alimentato dal Vento” di Andrea Fiorini.
Maria Pia De Martino, presidentessa dall’Associazione Culturale Le Nuvole (organizzatrice della manifestazione) e amica dello scomparso poeta inglese a cui è intitolato il Premio, ha letto le motivazioni dei premi consegnati, oltre a estratti di prose e poesie dalle opere in gara.
Immagini e video dell’evento sono disponibili nella pagina dedicata al Premio.

Maria Pia De Martino consegna il premio ad Andrea Fiorini

FINLANDIA

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:40

“Vorresti cogliere una mela dall’albero, ti alzo oppure abbasso il ramo?”
(poetessa finlandese)

I RACCONTI DI HANRAHAN IL ROSSO

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:37

William Butler Yeats

Hanrahan il Rosso

Hanrahan, il maestro della scuola all’aperto, un giovane alto, forte, dai capelli rossi, entrò nel granaio, dove sedevano alcuni uomini del villaggio la vigilia di Samhain. Era stato un’abitazione e, quando il proprietario ne aveva costruita una migliore, aveva unito le due camere, tenendolo come locale per ammassarvi provviste di ogni tipo.
C’era una fiamma nel vecchio focolare, e c’erano candele di sego conficcate nelle bottiglie, e c’era una bottiglia nera da un quarto su delle assi che erano state messe tra due barili per formare un tavolo.
La maggior parte degli uomini stava seduta vicino al fuoco, e uno di loro cantava una lunga cantilena su un uomo di Munster e un uomo di Connacht che litigavano sulle loro due regioni.
Hanrahan andò dal padrone di casa e gli disse: – Ho ricevuto il tuo messaggio -.

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LINDSAY, LEE MASTER E SANDBURG

by Hanrahan il Rosso

Vachel Lindsay, Edgar Lee Master e Carl Sandburg: la triade poetica del Middle West statunitense, cantori del popolo, della gente, di chi lotta tutti i giorni per tirare avanti, senz’altro aiuto che le proprie braccia, la mano tesa di qualche samaritano e le parole dei poeti.

Carl Sandburg – “Il popolo del sì”

Dai quattro angoli della terra,
Da angoli sferzati dal vento
E morsi dalla pioggia e dal fuoco,
Da luoghi in cui i venti hanno inizio
E le nebbie nascono con fanciulli di bruma,
Uomini alti vennero da alti declivi rocciosi
E uomini pieni di sonno da valli assonnate,
Con le loro alte donne, con le donne in sonno,
Con fagotti e bagagli,
Coi piccoli che balbettavano, “E adesso dove andiamo? e dove poi?
(…)

Chi conosce il popolo
Chi lo conosce da cima a fondo?
Il popolo, sì.

Vechel Lindsay – “Il generale William Booth entra in paradiso”
(…)
Gesù uscì dalla porta del tribunale
Estese le sue mani sui poveri che passavano.
Booth non vedeva ma conduceva i suoi strani compagni
Torno torno la gran piazza del tribunale.
Marciò senza una macchia, avvolta in vesti nuove.
Gli storpi furono raddrizzati, le membra secche rese a nuova vita,
E gli occhi aperti a un mondo dolce e nuovo.
(…)

GIOCATORI E POETI

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:26

“Perché quelli che si salveranno sono i giocatori e i poeti
quelli con gli occhi senza inganni e senza speranza”.
(Ezechiele, v35, Libro II)

SABA E D’ANNUNZIO

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:26

“…L’indifferenza con cui il fante Umberto Saba guarda d’Annunzio in visita alle truppe, vestito fuori ordinanza ed eccentricamente accompagnato da un enorme attendente, è il solco che divide non solo due generazioni, ma anche due modi di concepire la vita e la letteratura” (R. Luperini)

ODISSEA

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:25

“… Ma per noi in qualsiasi momento niente vale quanto il banchetto, la cetra e la danza, la biancheria sempre fresca, i bagni caldi e i piaceri del letto” (Odissea 8, 244-249)

FUTURISTI

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:24

“… conobbi Majakovskij nella primavera del 1914, quando Marinetti venne a Mosca. Le proteste dei futuristi russi contro Marinetti furono vivaci. Veniva chiamato il futurista italiano, uno pseudo-futurista, un impressionista… ma si andava lo stesso a bere insieme” (Roman Jakobson)

POESIA COSMISTA testi (3 – fine)

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:22

Andrej Platonov – da “Čevengur”

Ehi, esci da qui! Visto che sei Dio perché ti mischi a noi?
L’uomo non cresce che attraverso l’amicizia per un altro ma lui
non cresce che grazie all’argilla, dunque si sente Dio.
Non di argilla, io mi nutro direttamente di terra.
Tutto sta nell’abituare lo stomaco.
Pensavo che saresti morto, ma sei vivo, e sotto gli occhi di tutti
pulisci la creta che ti si è fermata tra i denti.
Parlate di un impero!
Cosa, si credono Dio?
Sì. Voi vedete tutto con i vostri occhi, potete toccare con le
vostre mani, eppure non ci credete.
Mentre LUI, LO riconoscete, anche se non L’avete mai toccato.
È tempo che tu divenga Diavolo, basta essere Dio!
Io vivo, certamente, io vivo, sì, ma perché?
La musica si eleva e si invola…
È troppo bello per essere perso per sempre.
È bello e privo di senso.
La musica canta di una ragazza che ha trasformato la sua vita
in un incantesimo, rinunciando alla maternità.
Quante donne ho avuto…
Quando vedo una donna me ne sento attratto.
Non per possederla ma per difendere la debolezza femminile
oppressa.
Rosa Luxemburg, sì che è una donna!
Un’ebrea, no?
Io ti liquido con questa parola.
(…)
E sia, ma siamo della stessa sostanza io e la stella.
Bisogna realizzare sulla terra qualcosa di universale, di degno
di nota.
A che cosa somiglia l’uomo?
A qualcosa di più alto.
A un oceano libero.
A un albero fruttifero, c’è un disaccordo dei membri quando si
lascia un ramo.
Forse l’uomo somiglia più al cavallo.
Il cavallo ha un cuore nel petto e un volto nobile con gli occhi,
cosa che l’albero non ha.
L’uomo discende dal verme.
Il verme è un semplice, terribile tubo in cui non c’è nulla
nient’altro che tenebre vuote e putride.
Non sono che sciocchezze – noi abbiamo un sentimento molto
debole dell’intelligenza.
Ma l’uomo non è nulla! Guardate i pesci!
I pesci? Anch’essi in cerca della luce nuotano con gli occhi
spalancati.
Sono molto graziosi, ma dopo di loro non resta nulla, poiché
non lavorano!
Producono degli strumenti?
E l’uomo, che cos’ha?
L’uomo ha le macchine!
L’uomo è all’origine del meccanismo, mentre i pesci sono al
termine…
(…)

***

Velimir Chlebnikov

Poco, mi serve.
Una crosta di pane,
un ditale di latte,
e questo cielo
e queste nuvole.

Per me è molto più piacevole
Guardare le stelle
Che firmare una condanna a morte.
Per me è molto più piacevole
Ascoltare la voce dei fiori,
Che sussurrano «È lui»
Chinando la testolina,
Quando attraverso il giardino,
Che vedere gli scuri fucili della guardia
Uccidere quelli
Che vogliono uccidere me.
Ecco perché io non sarò mai,
E poi mai, un Governante.

(fine)

POESIA COSMISTA (2-segue)

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:21

Il punto di partenza filosofico del Cosmismo viene generalmente identificato nelle teorie di Nikolaj Fëdorov, pensatore e scrittore russo vissuto tra il 1823 e il 1903. In realtà, il Supermoralismo da lui delineato, le sue teorie e il suo vissuto quotidiano (sempre rasenti la follia e intrisi profondamente di problematiche psicanalitiche) sono stati identificati come pilastri fondamentali del Cosmismo soltanto a posteriori, attorno agli Anni ’70.
In estrema sintesi, Fëdorov – che influenzò e fu influenzato dalla conoscenza col padre della missilistica e della cosmonautica russa e mondiale, Konstantin Cholkovsky – mescolò la fede ortodossa e uno scientismo sfrenato (Dio non esiste, la scienza è il vero Dio che può risolvere e decidere tutto), con cui arrivò a sostenere che la scienza sarebbe stata in grado di ridare la vita ai morti, e che in futuro navi spaziali avrebbero solcato l’universo per raccogliere gli atomi dei morti al fine di ricostituirne i corpi. Non solo, ma questo processo di resurrezione generalizzata avrebbe comportato un grande sovraffollamento del nostro pianeta, per cui si sarebbe reso necessario colonizzare altri pianeti e galassie.
Un pensiero da Fëdorov stesso definito appunto Supermoralismo: il singolo non agisce né per sé né per altri ma, come un unico corpo, con l’intera collettività umana, per arrivare alla resurrezione di tutti.
Un progetto da brivido, visto con gli occhi di oggi, ma che porta già con sé l’idea stessa di un comunismo radicale e che infatti il comunismo farà suo, sostituendo all’Uomo Nuovo di Fëdorov il proletario socialista.

Ma per arrivare al Cosmismo, e in apparente contraddizione con la sua pretesa di fede assoluta nella scienza, bisogna aggiungere l’occultismo. Un elemento, quest’ultimo, che suona come una reazione molto umana alla cappa scientista ma che si giustifica nella visione appunto “magica” della scienza, in grado di dare vita a miracoli inspiegabili, di realizzare fenomeni di portata universale e al tempo stesso di legare insieme tutti gli elementi dell’universo stesso.
Malgrado l’ateismo di Stato, molte personalità russe e dirigenti del partito comunista russo sono stati e sono cosmisti, anche apertamente. Un modo, forse, per non rinnegare completamente le radici cristiane ortodosse.

Il Cosmismo, quindi, inteso come esaltazione della scienza come Dio, di possibilità di plasmare la Terra, di proiezione verso il cosmo dell’umanità e di sforzo comune, necessario e coordinato per realizzare questa proiezione avrà (ha) un impatto forte e duratura sull’arte e sulla comunicazione russa, in tutti i campi: letteratura, romanzi, saggi, libri di filosofia, poesie, teatro, pittura, cinematografia, pubblicità e manifesti.
Come scrive Michele Franceschelli: “il minimo comune denominatore delle diverse personalità del Cosmismo è dato dalla prospettiva cosmica entro la quale inseriscono la Terra e l’umanità”.

La Poesia Cosmista

È in questa temperie culturale attorno agli Anni ’20 che fanno sentire la loro voce i cosiddetti “poeti proletari”, inizialmente legati a due riviste letterarie, “La fucina” di Mosca e (non a caso) “Il cosmista” di Pietrogrado (oggi San Pietroburgo). Un movimento dato per morto, se in alcune università si insegna che “(…) la generazione dei cosiddetti “poeti proletari” (da Kirillov a Bezymenskij a Artem Golodnyj), i cui testi oramai invecchiati e prevedibili non ebbero mai grande rilevanza nelle traduzioni italiane e oggi paiono definitivamente esclusi dalla grande linea della tradizione poetica nazionale se non come curioso reperto storico”.

(2 – continua)

POESIA COSMISTA – 1

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:20

Premesse

Il comunismo, in particolare quello sovietico, viene quasi esclusivamente associato ai concetti di laicità e di scienza dell’uomo per l’uomo. Nell’arte, in particolare, il capillare controllo del partito su tutte le manifestazoni artistiche “degenerate” (considerate cioè emanazione della borghesia, giustificazioni dell’oppressione delle classi “parassite” sui lavoratori), da una parte, e l’entusiastica adesione di una nuova generazione di artisti ai nuovi modelli ideali marxiani, marxisti e leninisti, dall’altra, porta a sviluppare filosofie e concetti artistici idealmente al completo servizio di operai e contadini, con intenti didattico-formativi verso il nuovo “verbo rivelato” e verso le nuove possibilità che si dischiudono loro davanti in tutti gli aspetti della vita quotidiana, nel lavoro, nella costruzione di una nuova società socialista, nella famiglia, nel rapporto con i non-comunisti.

L’adesione al Futurismo italiano di alcuni intellettuali russi avviene in era pre-sovietica, a partire dal 1911-12, cioè alcuni anni prima del 1918, anno della Rivoluzione d’Ottobre, negli periodo finale dello zarismo. Nel 1914 Filippo Tommaso Marinetti, estensore del Manifesto Futurista, è in Russia e in pochi anni artisti di tutti i campi aderiscono alla nuova corrente. Tra questi Larionov, Majakovskij, la Goncharova. Il Futurismo russo, pacifista, si estinguerà con la rivoluzione, ma sarà uno dei traghetti della società artistica russa verso le innovazioni europee, in particolare di quelle provenienti da Parigi.
Più longeva del Futurismo, però, è in quegli stessi anni che si sviluppa in Russia la corrente del Costruttivismo, in reazione ai Parnassiani francesi che ricercavano l’arte per l’arte, astratta dal mondo, senza interesse per la realtà o la società. Al contrario, il Costruttivismo di Rodcenko vuole programmaticamente avere un impatto sulla realtà e aiutare la società a crescere; dai primi Anni ’20 trova linfa nel movimento comunista, proletario, bolscevico, e viceversa. I Costruttivisti si mettono al servizio della Rivoluzione, collaborano con i dirigenti del partito, coinvolgono il popolo nella realizzazione delle opere. Questo approccio avrà poi larga diffusione in Germania a partire dagli anni della Repubblica di Weimar.

Il Realismo Socialista – 1934

Lo sviluppo di queste pulsioni all’eliminazione delle barriere tra arte e popolo e alla distruzione dell’intellettuale come categoria sociale e ideale (intesa appunto come categoria distinta dal popolo, separata, distante) , dal 1934 prenderanno infine la forma tanto potente quanto cristallizzata del Realismo Socialista, movimento totalizzante e inizialmente espressione di un interiorizzato e condiviso totalitarismo. Il Partito elimina ogni forma d’arte e di espressione che non sia di esaltazione del comunismo, della suo essere espressione di un popolo produttore, unito, deciso a riprendere il suo posto nella storia, esportatore di civiltà proletaria, rivoluzionaria e rinnovatrice.
Non bisogna però pensare che il Realismo Socialista sia stato un movimento “imposto dall’alto” ed eterodiretto. In realtà, un’intera generazione di artisti, pittori, cineasti, scrittori, poeti, esplose letteralmente al grido del socialismo, avendo vissuto fino ad allora immersi nella sofferenza e nella povertà della servitù della gleba, dei contadini e di un nascente ploretariato industriale senza diritti né opportunità, pur intuendone la potenziale irrefrenabile energia costruttrice, schiacciata sotto il tallone da un retrivo zarismo e da una classe di privilegiati aristocratici e altoborghesi latifondisti. In questa visione – e senza intuire la devastante violenza fisica e ideologica successiva che impervereserà dalla fine del periodo leninista, per tutto il periodo stalinista e fino all’epoca breshneviana – l’entusiasmo nel vedere un intero popolo rialzare la testa, eliminare con un gesto dittatore e lacché e riprendersi la sua dignità dà origine a opere d’arte forti, potenti, cariche di energia, che solo col passare dei decenni diverranno arte a sostegno del potere, formali, impaurite dalle purghe staliniane e dalla repressione, prive di ideali.

Nella visione Occidentale della Guerra Fredda, quindi, il Realismo Socialista è visto quasi sempre come espressione formale della dittatura ideologica del comunismo, ripetitiva, vuota di sostanza.
E, soprattutto, concreta, intrisa di anticlericalismo e di laicismo, in una prospettiva radicalmente scientifica in cui non esiste Dio o un qualunque dio, non vi è nessun aldilà, nessun paradiso o inferno, in cui la religione è solo strumento di oppressione e di potere.
Per cui non stupisce che generalmente il velo – o piuttosto la colata di cemento – del Realismo Sovietico abbia reso ai nostri occhi l’arte sovietico-socialista come totalmente legata alla terra, alla fabbrica, al qui e ora, all’immanenza terrena votata al miglioramento delle condizioni di vita, in questa vita, senza alcun riconoscimento a una inafferrabile trascendenza.

Il Cosmismo

Eppure le cose non stanno proprio così.
Nella Russia zarista prima e nell’Unione Sovietica poi – quindi contemporaeamente alle altre correnti – si delinea un movimento filosofico, culturale e artistico che sembra voler integrare in un’unica visione esoterismo, teismo e scientismo. Una visione che troverà il suo momento di maggior splendore grazie agli studi – prima teorici e poi pratici – sulla missilistica e sui viaggi nello spazio. È il Cosmismo.

(1 – continua)

ZANZOTTO IN LAMBRETTA

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:16

Nel 1950 il poeta italiano Andrea Zanzotto vince il Premio San Babila. In giuria ci sono tra gli altri Montale, Quasimodo e Ungaretti. Con i soldi del premio Zanzotto si compra una Lambretta.

GROUCHO MARX ED ELIOT

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:14

Una storia vera. Negli Anni ’40 il comico Groucho Marx va a cena da T.S. Eliot, di cui resterà grande amico. Scrive al fratello: “Una serata memorabile. Alla fine mi ha chiesto di chiamarlo Tom. Gli ho risposto che anche lui poteva chiamarmi Tom. Ma solo perché non mi piace il mio nome”

ELIOT E CATS

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:13

Negli Anni ’30 il poeta anglosassone, premio Nobel, Thomas S.Eliot scrisse una serie di buffe lettere ai suoi nipoti, racontando storie di gatti. Nel 1939 trasformò le lettere in un libro, “Old Possum’s Book of Practical Cats” (tradotto in italiano come “Il libro dei gatti tuttofare” o “Il libro dei gatti all’opera”). Nel 1981 questo libro è stato trasformato da Andrew Lloyd Webber in uno dei musical più famosi al mondo: Cats. La canzone “Memory” (chi non la conosce?) è stata ispirata dalla poesia di Eliot “Rapsodia su una notte di vento”

CONFERENZA SU POUND

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:09

Una delle figure poetiche più alte e controverse del nostro secolo, Ezra Pound, sostenitore del fascismo, ammiratore (poi rinnegato) di Hitler, convinto aderente alla Repubblica Sociale Italiana, antisemita, internato come malato di mente dal governo USA dopo la guerra per attivo collaborazionismo con il nemico italo-tedesco, autore degli stupefacenti Cantos, allievo che supera il maestro Eliot e ne diventa il “miglior fabbro”. C’è di che farci una conferenza.

conference T.S.Eliot Ezra Pound
ezrapoundsociety.org|Di Roxana

HEMINGWAY E POUND

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:06

Ernest Hemingway a proposito di Ezra Pound: “Io gl’insegnai a tirare di pugilato, e Pound a me ciò che si doveva e non si doveva scrivere”

LA CLASSIFICA FINALE DEL PREMIO LE NUVOLE-PETER RUSSELL 2017

by Hanrahan il Rosso

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “Le Nuvole – Peter Russell”
XV edizione 2017

Classifica Finale

Sezione Libro – Silloge
1° Il fuoco alimentato dal vento        Andrea Fiorini          Milano
2° Assiomi del Negeb                       Renzo Piccoli         Bologna
3° Non ritorni                                  Antonio Spagnuolo  Napoli

Sezione Poesia in Lingua
1° Io tornerò                   Carmela Parlato             Torre del Greco (NA)
2° L’infinito                      Alvaro Staffa                         Roma (RM)
3° Mai nessuno…              Gianni Di Giorgio              Modica (RG)

Premio della Critica
Rossa Signora                     Carmela Basile                     Cesa (CE)

Menzione d’ Onore
In punta di piedi                  Iliana Onesti                       Isernia

Premio della Critica
In provvisorio approdo                      Rino Malinconico     Scisciano (NA)

Sezione Narrativa
1° Le ricordo qualcuno, signore?    Gabriele Andreani       Pesaro
2° Otis: la tentazione                    Cristina Giusti              Isernia
3° Shabbat Shalom, Zeyde                Sergio Ragno         Abbiategrasso (MI)

“IL FUOCO ALIMENTATO DAL VENTO” VINCE IL PREMIO lNTERNAZIONALE LE NUVOLE-PETER RUSSELL 2017

by Hanrahan il Rosso

“Il Fuoco alimentato dal vento”, concept poem di Andrea Fiorini, ha vinto il Premio Le Nuvole-Peter Russell 2017.
La premiazione, aperta al pubblico, avverrà a Napoli, il 18 Novembre 2017 alle ore 16, presso il Convento San Domenico Maggiore, Sala San Tommaso, Basilica San Domenico Maggiore (entrata da vico San Domenico 18).
Il premio è stato indetto dall’Associazione Le Nuvole di Napoli presieduta da Maria Pia De Martino, per lunghi anni amica del grande poeta modernista inglese che ha vissuto in Toscana fno alla morte, avvenuta nel 2003.
(Nella foto: Napoli, piazza San Domenico Maggiore. Sullo sfondo, la basilica)

PREMIO CARVER 2015, IL FUOCO ALIMENTATO DAL VENTO TRA I CINQUE FINALISTI

by Hanrahan il Rosso

I finalisti del contropremio Carver 2015

La giuria del contropremio Carver coordinata da Andrea Giannasi, dopo una accesa discussione, ha raggiunto un verdetto, quasi unanime, sulle cinquine dei finalisti dell’edizione 2015.
La premiazione si terrà sabato 7 novembre dalle ore 16,30 presso la Cittadella della Musica a Civitavecchia (Roma) nell’ambito dell’ottava edizione del festival letterario “Un mare di lettere”. Evento che rientra tra i festival letterari organizzati da Prospektiva rivista letteraria (Città del libro).

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PRE-FINALISTA AL PREMIO CARVER 2015

by Hanrahan il Rosso

“Il Fuoco Alimentato dal Vento” è stato selezionato dalla giuria del Premio Carver 2015 come pre-finalista nella sezione Poesia. Il Premio Carver è anche noto come il “Contropremio”.

“IL FUOCO ALIMENTATO DAL VENTO” SECONDO CLASSIFICATO AL PREMIO INTERNAZIONALE “IL CONVIVIO” 2015

by Hanrahan il Rosso

Il concept poem “Il Fuoco Alimentato dal Vento di Andrea Fiorini è risultato secondo classificato al 15° Premio Internazionale di Poesia “Il Convivio” 2015 nella categoria opere di poesia edite. La premiazione avverrà il 25 Ottobre alle 9.30 a Giardini Naxos (Messina) presso l’Hotel Assison Palace.
Un caloroso ringraziamento alla giuria e all’Accademia Internzionale Il Convivio, organizzarice della manifestazione.
Le opera partecipanti sono state 1467.

PREMIO LETTERARIO “G. CINGARI” 2015

by Hanrahan il Rosso

“Il Fuoco Alimentato dal Vento” di Andrea Fiorini finalista al Premio Letterario Internazionale “G. Cingari” 2015 nella categoria Silloge Edita

PREMIO “LA BIGLIA VERDE”

by Hanrahan il Rosso

Al concept poem di Andrea Fiorini “Il Fuoco Alimentato dal Vento” il premio speciale della Giuria del Concorso letterario “La Biglia Verde”, organizzato dall’omonima associazione culturale di Partinico (Palermo).
Associazione e concorso sono promossi dallo scrittore Francesco Billeci, fondatore dell’associazione antiracket Liber Jato.

RECENSIONE

by Hanrahan il Rosso

Gentile Editore,
La ringrazio per avermi inviato il bel volume di Andrea Fiorini, “Il Fuoco Alimentato dal Vento”, di cui ho potuto apprezzare la pronuncia limpida e incisiva, l’immediatezza discorsiva del verso nonché il taglio sicuro e sapiente delle immagini. Mi sembra interessante anche il recupero di una materia che attinge a topoi e a narrazioni mitiche poco frequentate (fatto salvo per Conte) dalla poesia contemporanea, e attorno ai quali l’Autore incardina il suo discorso e le sue rappresentazioni.
Mi auguro che il libro sia apprezzato come merita.
RingraziandoLa per avermelo inviato
La saluto cordialmente
Raffaella Bertazzoli*
(*docente di Letterature comparate presso l’Università di Verona, è autrice di decine di testi di critica letteraria)

FOLATA DI VENTO

by Hanrahan il Rosso

(dedicata a tutti i clochard)

Sono l’ultimo degli ultimi
l’ombra poco lontano dal marciapiede bagnato
rumore di scarpe e sabbia
e ora ti dirò quello che devo.
Non avrai quello che vuoi
non sarai quello che vuoi
ma quello sguardo che ti ha attraversato
sotto la fermata
quello ti ha visto cosi come sei
unico al mondo.

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Recensione del libro “Il Fuoco Alimentato dal Vento” di Literary.it

by Hanrahan il Rosso

Il Fuoco Alimentato dal Vento
Recensione di Luciano Nanni – Literary.it

Poesia. In poesia anche un dettaglio è significativo. Per esempio, la mancanza del punto alla fine di un testo. Difatti, nella prima della quattro parti di cui si compone il volume (Razza Umana) tale assenza potrebbe indicare che il testo è “forse incompiuto” (a volte l’ispirazione non lascia spazio alle certezze). L’aspetto generale ci mostra una poetica fluente, discorsiva, quasi prosastica, non prosaica — conviene tener divisi i due termini. Per cui il verso può esser breve o dilatarsi fino a una vera e propria prosa poetica: ciò nasce dalla scansione, che segue il senso e il tempo (ritmo) con valore psicologico o costruttivo. Si ponga attenzione all’aggettivazione: “che avrebbe dischiuso brividi e tante infinite piccole gioie” (Occhi azzurri di pietra, parte II). Nei contenuti è ripresa una mitica a-temporalità che cerca di ricostruire l’interna realtà apparentemente estinta nel suo presente, ma riflessa oltre l’atto iniziale. L’iconografia ci parla, ed è ora spirito che risorge in altra dimensione trasmettendo la poiesi in virtù di un concetto evocativo.

http://www.literary.it/dati/literary/nanni2/il_fuoco_alimentato_dal_vento.html

MAESTRO, MAESTRO

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:42

Maestro, maestro
cos’è questo vento fresco che spazza le colline d’erba
questa tavola piatta di roccia dura
questo mare gelido di onde alte e rabbiose come lupi
questo oro
potente
capace di evocare spettri d’amore e angosce disperate
da farne silenzio eterno?

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LA PROFEZIA DI IMDI-ILUM

by Hanrahan il Rosso

Toglietevi dai piedi giovani stupidi
via dal fuoco
le vostre risate insulse per sciocchezze e i vostri dar di gomito
e dire i vecchi, guarda lì
per poi non dormirci la notte
e raccontare anni dopo,
non avessi visto mille volte,
via via! polli tutti uguali in uno sbatter di penne bianche
via di qui
da questo fuoco
da queste ceneri
che il mio bastone ara
con sapienza caldea. 

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OCCHI AZZURRI DI PIETRA

by Hanrahan il Rosso

http://www.poetipoesia.info/nuovi-poeti/occhi-azzurri-di-pietra/

MI PARLA DEL NATALE

by Hanrahan il Rosso
27 febbraio 2015 - 0:31

Mi parla del Natale
senza musica
dei biscotti sulla porta
e dei giorni che mancano
e si dispera che non sia ora
Le sue manine si agitano nell’aria
gli occhi lucidi
i pacchi colorati
il suo tormento
e spiega le cose
sperando che il tempo dimezzi
la sua corsa
che la sua vita
per un momento
si riempia
passo dopo passo
piccolo passo
dopo piccolo passo

IL FUOCO ALIMENTATO DAL VENTO PREMIATO A NAPOLI

by Hanrahan il Rosso
21 novembre 2017 - 0:17

Si è svolta il 18 novembre 2017, presso la Sala San Tommaso della Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli, la cerimonia di premiazione del XV Premio Nazionale Le Nuvole-Peter Russell 2017. Primo classificato nella sezione libri editi, “Il Fuoco Alimentato dal Vento” di Andrea Fiorini.
Maria Pia De Martino, presidentessa dall’Associazione Culturale Le Nuvole (organizzatrice della manifestazione) e amica dello scomparso poeta inglese a cui è intitolato il Premio, ha letto le motivazioni dei premi consegnati, oltre a estratti di prose e poesie dalle opere in gara.
Immagini e video dell’evento sono disponibili nella pagina dedicata al Premio.

Maria Pia De Martino consegna il premio ad Andrea Fiorini