/ Month / Febbraio

ELIOT E CATS

by Hanrahan il Rosso

Negli Anni ’30 il poeta anglosassone, premio Nobel, Thomas S.Eliot scrisse una serie di buffe lettere ai suoi nipoti, racontando storie di gatti. Nel 1939 trasformò le lettere in un libro, “Old Possum’s Book of Practical Cats” (tradotto in italiano come “Il libro dei gatti tuttofare” o “Il libro dei gatti all’opera”). Nel 1981 questo libro è stato trasformato da Andrew Lloyd Webber in uno dei musical più famosi al mondo: Cats. La canzone “Memory” (chi non la conosce?) è stata ispirata dalla poesia di Eliot “Rapsodia su una notte di vento”

Ti ho seguito con gli occhi

by Hanrahan il Rosso

Ti ho seguito con gli occhi
le tue unghie laccate di un rosso tenue
i tuoi gioielli grandi e brillanti
i capelli biondini e gli occhi stanchi
il tuo essere uomo
faticosamente leggero
il tuo cartone di vino bianco
nella borsa di Prada
sul tram
e alla fermata ti sei dissolto

CONFERENZA SU POUND

by Hanrahan il Rosso

Una delle figure poetiche più alte e controverse del nostro secolo, Ezra Pound, sostenitore del fascismo, ammiratore (poi rinnegato) di Hitler, convinto aderente alla Repubblica Sociale Italiana, antisemita, internato come malato di mente dal governo USA dopo la guerra per attivo collaborazionismo con il nemico italo-tedesco, autore degli stupefacenti Cantos, allievo che supera il maestro Eliot e ne diventa il “miglior fabbro”. C’è di che farci una conferenza.

conference T.S.Eliot Ezra Pound
ezrapoundsociety.org|Di Roxana

HEMINGWAY E POUND

by Hanrahan il Rosso

Ernest Hemingway a proposito di Ezra Pound: “Io gl’insegnai a tirare di pugilato, e Pound a me ciò che si doveva e non si doveva scrivere”

YEATS E BRANDUARDI

by Hanrahan il Rosso

Nel 1986 Angelo Branduardi ha pubblicato un album con 10 canzoni i cui testi sono traduzioni di altrettante poesie di William B. Yeats, poeta irlandese premio Nobel per la poesia, protagonista a partire dagli Anni ’20 della rinascita della letteratura irlandese e celtica, ispiratore, tra gli altri, di Ezra Pound, Thomas Eliot e molti altri. Traduzioni e adattamenti sono di Luisa Zappa.

IL MANIFESTO ANTROPOFAGO

by Hanrahan il Rosso

“Ho chiesto a un uomo cos’era il Diritto. Mi ha risposto che era la garanzia dell’esercizio della possibilità. Quest’uomo si chiamava Galli Matias. Me lo sono mangiato”.

IL MANIFESTO ANTROPOFAGO – Oswald de Andrade (1928)
Il modernismo brasiliano era ormai cominciato.

“GLI UOMINI VUOTI” di T.S. ELIOT

by Hanrahan il Rosso

Un penny per il vecchio Guy

I
Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell’erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella nostra arida cantina

Figura senza forma, ombra senza colore,
Forza paralizzata, gesto privo di moto;

Coloro che han traghettato
Con occhi diritti, all’altro regno della morte
Ci ricordano – se pure lo fanno – non come anime
Perdute e violente, ma solo
Come gli uomini vuoti
Gli uomini impagliati..

II
Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta

Laggiù un albero ondeggia
E voci vi sono
Nel cantare del vento
Più distanti e più solenni
Di una stella che si spegne.

Non lasciate che sia più vicino
Nel regno di sogno della morte
Lasciate anche che porti
Travestimenti così deliberati
Pelliccia di topo, pelliccia di cornacchia, doghe incrociate
In un campo
Comportandomi come si comporta il vento
Non più vicino –

Non quel finale incontro
Nel regno del crepuscolo

III
Questa è la terra morta
Questa è la terra dei cactus
Qui le immagini di pietra
Sorgono, e qui ricevono
La supplica della mano di un morto
Sotto lo scintillio di una stella che si va spegnendo.
E’ proprio così
Nell’altro regno della morte
Svegliandoci soli
Nell’ora in cui tremiamo
Di tenerezza
Le labbra che vorrebbero baciare
Innalzano preghiere a quella pietra infranta.

IV
Gli occhi non sono qui
Qui non vi sono occhi
In questa valle di stelle morenti
In questa valle vuota
Questa mascella spezzata dei nostri regni perduti
In quest’ultimo dei luoghi d’incontro
Noi brancoliamo insieme
Evitiamo di parlare
Ammassati su questa riva del tumido fiume
Privati della vista, a meno che
Gli occhi non ricompaiano
Come la stella perpetua
Rosa di molte foglie
Del regno di tramonto della morte
La speranza soltanto
Degli uomini vuoti.

V
Qui noi giriamo attorno al fico d’India
Fico d’India fico d’India
Qui noi giriamo attorno al fico d’India
Alle cinque del mattino.

Fra l’idea
E la realtà
Fra il movimento
E l’atto
Cade l’Ombra

Perché Tuo è il Regno
Fra la concezione
E la creazione
Fra l’emozione
E la responsione Cade l’Ombra

La vita è molto lunga
Fra il desiderio
E lo spasmo
Fra la potenza
E l’esistenza
Fra l’essenza
E la discendenza
Cade l’Ombra

Perché Tuo è il Regno
Perché Tuo è
La vita è
Perché Tuo è il

E’ questo il modo in cui finisce il mondo
E’ questo il modo in cui finisce il mondo
E’ questo il modo in cui finisce il mondo

Non già con uno schianto ma con un lamento.

APOCALYPSE NOW – IL COLONNELLO KURTZ LEGGE “GLI UOMINI VUOTI” DI T.S. ELIOT

by Hanrahan il Rosso

“Apocalypse now” è tratto dal lungo racconto di Conrad “Cuore di tenebra”, il cui protagonista è appunto il misterioso Kurtz. Thomas S. Eliot aveva inserito all’inizio de “Gli uomini vuoti” (nel film letto come “gli uomini cavi”) la frase con cui Conrad annuncia la morte di Kurtz, poi fatta tagliare da Ezra Pound. Nel film, inoltre, vengono inquadrati due libri, gli stessi a cui Eliot afferma di essersi ispirato. Eliot è il poeta della desolazione, interiore ed esteriore (ha attraversato le due guerre mondiali), le sue atmosfere, quelle del racconto di Conrad e del film Apcalypse now sono quindi strettamente legate

NE SIAMO USCITI

by Hanrahan il Rosso

Da “Il Fuoco Alimentato dal Vento” – Astronave

(…)
Ne siamo usciti
un bagno di sudore
ed enormità inaudite
resti sparsi di antichissime rappresaglie e strenue difese
buio
immense e silenziose navi a vela
sorvegliano i ricordi
lenti vascelli a collettore di Bussard
raccolgono idrogeno
sperando di tornare a casa presto
e noi
sempre alla scoperta di nuovi angoli
di opportunità
guardiamo i parassiti della frattura
oggi eroi e sentinelle
senza riuscire a ritrovare un unico ricordo, in fondo,
della Grande Apertura.
(..)

HALO 3

by Hanrahan il Rosso